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The Music Center
Teresa De Sio






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Biografia

 

Teresa De Sio, nata a Napoli, stato mentale spericolato, stile musicale folk muscolare, fa dischi da anni.

È libera, indipendente, innovatrice e sperimentatrice. I suoi album, infatti, li ha sempre decisi da sola, voluti con determinazione e autoprodotti. Dal 2004 li ha anche pubblicati attraverso la propria etichetta indipendente, la C.O.R.E., fondata all’inizio degli anni 2000, sottraendosi ai contratti delle multinazionali, in cambio della garanzia di un’assoluta libertà artistica.

Teresa ricopre ogni singolo ruolo previsto dal meccanismo discografico: oltre a comporre, arrangiare e registrare ogni suo nuovo disco, è lei a decidere quando pubblicarlo e quali canzoni ci saranno, quale grafica utilizzare, quali foto e quali le attività per portarlo alla conoscenza del pubblico.

Ama presentarsi come una folksinger, ma d’autore: «…la musica folk è il rock del popolo. Con il folk si impara a rispettare gli uomini e le donne del nostro mondo, a riconoscerne il passato e grazie a quello guardare al futuro. I miei maestri erano e rimarranno Matteo Salvatore, Domenico Modugno, i Cantori di Carpino, musicisti che vivono la musica come un prolungamento della propria esistenza, paladini della tradizione orale».

GLI ANNI ’80 E I PRIMI ANNI ‘90

Nel 1980 viene pubblicato il suo primo album da solista, “Sulla terra sulla luna”, con cui Teresa inizia la scalata verso un ruolo di prestigio nell’ambito della canzone d’autore partenopea e nazionale. Si avvale della collaborazione proseguita fino al suo quarto album, di bravi musicisti, autori della parte musicale di molte delle sue canzoni di maggior successo, quali Francesco Bruno, chitarrista e compositore romano, e Gigi De Rienzo, bassista, entrambi facenti parte del suo gruppo. Nel 1982 pubblica l’omonimo album “Teresa De Sio”, in cui l'artista conferma la sua predilezione per il napoletano come lingua ideale grazie alla sua fluidità.

Nel 1985 intraprende una più specifica ricerca musicale in realtà mai cessata. L'album è “Africana”, Teresa è affiancata da Brian Eno. Compaiono più di una composizione in lingua italiana, e le atmosfere sono diventate più rock.

Nel 1993 esce “La mappa del nuovo mondo”, in cui l'impegno e la tematica sociale entrano a far parte del suo mondo poetico in composizioni come “Teresa stanca di guerra” e soprattutto “Io non mi pento”. Nel 1994 consolida una forma di spettacolo originalissima intitolato “Parole e musica”, in cui pubblico e artista interagiscono attraverso il dialogo unitamente alle performance dal vivo. Nel 1995 registra in presa diretta e senza pubblico l'album “Un libero cercare” al teatro Petrella di Longiano. Collaborano anche Fabrizio De André e Fiorella Mannoia.

LA DISCOGRAFIA E GLI EVENTI

Tra il 1999 e il 2000 Teresa realizza il progetto “La notte del dio che balla”, di cui è direttore artistico, che vede la partecipazione di artisti come Daniele Sepe, Vinicio Capossela, Pantarei, Nidi D’Arac, Parto delle Nuvole Pesanti e molti altri. Il disco contiene il singolo inedito “Salta Salta”, presentato in anteprima nazionale al concerto del 1° Maggio a Piazza San Giovanni a Roma, ripreso in diretta da Rai 3.

Il progetto viene presentato live nel mese di luglio con sei concerti nei maggiori festival italiani: più di tre ore di musica dal vivo, dalle radici della musica popolare alle contaminazioni tecnologiche. Una lunga notte tutta da ballare, tra chitarre battenti e loops campionati passando tra alcune delle più significative realtà musicali contemporanee.

Un omaggio ad una delle più importanti tradizioni culturali italiane, la taranta e al suo luogo d’origine, il Gargano.

L’arrivo dell’avventura “CRAJ (Domani)”

Craj è una parola che in tutti i dialetti del sud vuole dire “domani”, ma, nella testa di Teresa De Sio, è un affresco musical/teatrale di un viaggio nella terra di Puglia, alla ricerca delle radici. Teresa scrive il plot inventando due personaggi: Messer Floridippo e il suo servo Bimbascione. Coinvolge Giovanni Lindo Ferretti, voce carismatica del PGR, una personalità unica, perfetta per il personaggio di Floridippo. “Craj” è uno spettacolo dedicato ai grandi vecchi della musica popolare pugliese, i pilastri della musica popolare, gli indiscussi maestri di sempre. «Uno spettacolo di devozione» come ama chiamarlo, fatto con un amore speciale verso i Cantori di Carpino, Uccio Aloisi e Matteo Salvatore, questi ottantenni indomiti rimasti a vegliare sulla tradizione.

Il successo, di pubblico e di critica, è assoluto: lo spettacolo, che non è solo musica, né teatro, né happening, ma tutto questo assieme, viene prodotto in otto date-evento, da Torino e Milano, da Bologna ad Ancona, da Lecce e Roma. Quattro palcoscenici, una scenografia da festa di paese, trentasei persone tra musicisti e produzione, un cavallo, Toledo, ad entrare in scena. Lo spettacolo cattura l’attenzione di Gianluca Arcopinto e Luisa Pistoia e il passo successivo è quello di farlo diventare un film con la regia di Davide Marengo.

Verso Sud, i Sud del Mondo

Si intitola “A Sud! A Sud!”. È il potente ritorno alle radici della musica popolare. Il disco, pubblicato nell’inverno, è un trionfo di riconoscimenti live, dai teatri ai festival estivi, in un crescendo di premi e conferme di un ritrovato amore, sopito e mai dimenticato. Teresa è ospite con Raiz e Stewart Copeland alla Notte della Taranta del 2005, nella città di Melpignano davanti a centomila persone in delirio. Nel 2006 la lunga scia di “A Sud! A Sud!” continua con un nuovo tour nei festival più importanti. Inoltre il film “Craj” ottiene molti premi (il Libero Bizzarri e il Premio Opera Prima a Venezia, entra nella cinquina per il Davide di Donatello) e viene presentato anche in Francia, dove Teresa si esibisce in alcuni concerti acustici.

L’inverno 2006 e i primi mesi del 2007 sono il momento di scrittura del nuovo CD che, realizzato in primavera, viene pubblicato nel mese di giugno del 2007: “Sacco e Fuoco”. Il lavoro contiene tra gli altri un brano, “Amèn”, mix sonoro tra Napoli e Giamaica, tra tarantella e reggae, che racconta il sangue e la violenza insensata e troppo tollerata da tutti coloro che ogni giorno oscurano e devastano lo splendore di Napoli e che, assieme a “Non tengo paura”, ha un forte successo anche radiofonico.

Ma il 2008 è importante anche per la pubblicazione di “RIDDIM A SUD”, il nuovo progetto che vede la De Sio ideatrice di quello che lei stessa presenta così: «Il vento che muove RIDDIM-A SUD è il vento della necessità forte di condivisione musicale e scambio di energie creative. Per questo progetto ho tratto ispirazione, come d’altronde il titolo stesso rivela, da una “modalità” della musica giamaicana nella quale la stessa “base” creata da un determinato artista per un proprio pezzo, è poi riutilizzata da altri cantanti e compositori che a loro volta ricreano una nuova melodia e un nuovo testo e dunque una canzone completamente diversa. L’ambizione è quella di introdurre questa usanza nella musica popolare italiana e, in particolare, nella musica folk d’autore. In effetti, già la nostra musica popolare, quella più legata alle “radici”, si muove in questa direzione. Chiunque reinterpreti, ad esempio, una “pizzica” o una “tarantella” di Carpino, non può prescindere dall’uso di un “riddim” di tamburello, chitarra e violino che sono codificati dalla tradizione. Fare circolare la propria musica, metterla a disposizione di altri musicisti e stimolare la loro immaginazione, è un vero progetto di creatività e produttività interattiva».

Il cd vede riuniti alcuni dei nomi più interessanti e creativi della scena musicale italiana folk e folk-rock, sudisti e non, da Roy Paci agli Apres la Classe, da Sparagna agli Agricantus, da Peppe Voltarelli a Raiz, dai Mau Mau a Ginevra di Marco, con l’aggiunta di quattro musicisti emergenti scelti attraverso la rete: Nicodemo, La Resistenza, Manekà e Paolo Lizzadro. Tutti questi musicisti hanno utilizzato delle basi di canzoni di Teresa De Sio e le hanno rielaborate, al punto quasi di riscrivere una nuova composizione. I risultati sono davvero eccellenti e la decisione di realizzare dei concerti viene spontanea: 6 grandi festival ospitano la produzione di “RIDDIMM A SUD LIVE” nell’estate 2009, da Imola per la Festa della Musica, a Roma per Villa Ada Incontra il Mondo, alla chiusura per la notte bianca di Roseto degli Abruzzi davanti a 50.000 persone pronte a ballare per tre ore di grande musica.

Il Paradiso in Terra non c’è, ma noi possiamo fare la nostra parte

Sempre nel mese di novembre viene pubblicato “Sacco e Fuoco deluxe”, una versione composta da 2 cd: il primo con i brani di “Sacco e Fuoco” e il secondo con un live suonato in acustico per il programma Patchanka di Radio Popolare e alla Salumeria della Musica di Milano per Lifegate Radio. In questo contesto, le canzoni vivono di una nuova veste e possiedono l’energia magnifica del trio (con Max Rosati alle chitarre, Giuseppe De Trizio al mandolino e Her al violino, oltre a Teresa voce e chitarra). Inoltre, il cd contiene l’inedito del piccolo gioiello che non poteva non essere pubblicato dall’autrice, “’O Paraviso ‘n Terra”, scritto da Teresa per RAIZ, riarrangiato e rielaborato in un ritratto formidabile del “suo” suono. Del brano viene realizzato un video, girato in pellicola con la regia di Giuseppe Gagliardi e realizzato a “impatto zero” con il sistema di pannelli fotovoltaici, argomento ecologico che sta molto a cuore all’ artista. Il video è stato presentato in anteprima a “Linea Notte” del Tg3 dal Direttore Antonio di Bella e poi a “Scalo 76”, il programma di RaiDue.

Metti il diavolo a ballare

Alla fine del 2009 Teresa pubblica il suo primo romanzo, “Metti il diavolo a ballare”, e lo fa per la prestigiosa casa editrice Einaudi. Il libro è accolto con grandissimo favore da pubblico e critica. Teresa amplia la sua sfera di interessi con i linguaggi che si intrecciano tra di loro e così musica, letteratura e teatro, trovano una sintesi perfetta con la realizzazione dello spettacolo/concerto “Reading Metti il Diavolo a Ballare”, coadiuvata dal forte temperamento dell’attore salentino Ippolito Chiarello e dei tre musicisti che da tempo fanno parte del suo gruppo (Her, Upapadia e Egidio Marchitelli), che riempiono la scena con una magmatica presenza.

Nella primavera del 2010 il libro ottiene il premio Rapallo Carige come miglior opera prima e alcuni tra i più importanti festival letterari presentano lo spettacolo ogni volta con il tutto esaurito. Il successo evidente porta Teresa a decidere di continuare il reading anche per la stagione invernale 2011.

Ottobre 2011, “Tutto Cambia”, il nuovo cd

E nell’autunno del 2011 Teresa finalmente pubblica il suo nuovo lavoro discografico “Tutto Cambia”. Dopo poco più di tre anni dal precedente disco “Sacco e Fuoco”, Teresa de Sio torna in sala di registrazione per un disco di inediti.

Nell’estate 2011 un tour estivo nei più importanti festival italiani permette a Teresa di rodare le nuove canzoni. A fare da apripista il singolo “Inno Nazionale”, scritto da Luca Carboni nel 1995, reinterpretato e riarrangiato da Teresa in maniera forte e personale, perfetto per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. In un momento in cui in cui si riescono a intravedere forti segnali di una rinascita musicale e culturale, la De Sio incide dieci nuove canzoni, scritte metà in italiano e metà in dialetto napoletano, che lei considera a tutti gli effetti una lingua poetica d’eccezione.

Tra queste, la sorprendete versione in italiano del brano di Mercedes Soza, “Tutto Cambia”, alla rielaborazione in dialetto napoletano di “Creuza De Ma” di Fabrizio de André, senza dimenticare il dipinto della nostra società in “Basso Impero”, tutti brani affiancati ad una produzione live potente ed energetica, con una micidiale versione di “Tammurriata Nera”.

2012/2013: tra libro e musica

Il tour invernale, iniziato da Teresa a dicembre 2011 nella sua Napoli, termina a Torino nel febbraio 2012, dopo diverse date in cui l’artista ha presentato al pubblico “Tutto Cambia” in un set elettroacustico potentissimo.

Ai primi di giugno, Teresa De Sio viene invitata a Bangkok a partecipare a uno dei più importanti festival etnici della Tailandia, per poi ripartire per il tour estivo di “Tutto Cambia”.

Una volta terminato il tour, Teresa torna a dedicarsi alla scrittura del suo secondo libro, la cui uscita è prevista per l’autunno del 2014.

Tra Natale 2013 e i primi giorni del 2014, Teresa è invitata da Pino Daniele a far parte di “Napule è tutta n’ata storia”, cinque concerti al Palapartenope di Napoli. L’occasione è d’oro per le seimila persone che ogni sera riempiono lo spazio: Teresa e Pino insieme, a cantare e suonare “Voglia ‘e Turnà” e “Quanno Chiove”, senza nostalgia, ma con calore e affetto, come se il tempo non fosse mai passato. L’emozione è sempre altissima. E Teresa ne tiene conto.

Ecco così maturare nei primi mesi del nuovo anno una nuova avventura: un tour con quelle canzoni che Teresa non canta da più di vent’anni. Un regalo al pubblico che vuole tornare ad ascoltare “Voglia ‘e turnà”, “Marzo”, Pianoforte e voce”, “Aumm Aumm”, “O sole se ne va”, “Dindimbò” e ancora altri brani tratti da quei tre gioielli che sono “Sulla Terra Sulla Luna”, “Teresa De Sio” e “Tre”, i fortunati lavori degli anni ottanta. Atmosfere raffinate e testi coinvolgenti rivisitati in maniera autorevole grazie anche all’impiego di una band di straordinari musicisti che danno nuova luce ai brani, senza intaccarne la natura.

 

 

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