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The Music Center
Giovanni Allevi






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PROSSIMI CONCERTI

07-10-2022 - Brescia - Gran Teatro Morato
08-10-2022 - Padova - Gran Teatro Geox
07-12-2022 - Parma - Teatro Regio

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Concerti

 

Tutti i concerti di Giovanni Allevi nel 2022

 

2021

2023

 

07-12-2022 - Parma - Teatro Regio

08-10-2022 - Padova - Gran Teatro Geox

07-10-2022 - Brescia - Gran Teatro Morato

11-08-2022 - Udine - Piazza Castello

15-07-2022 - Asti - Piazza Cattedrale

14-07-2022 - Fiesole (Firenze) - Teatro Romano

17-05-2022 - Genova - Politeama Genovee

13-05-2022 - Assisi (Perugia) - Teatro Lyrick

04-05-2022 - Napoli - Teatro Augusteo

26-04-2022 - Treviso - Teatro Comunale Mario del Monaco

23-04-2022 - Pescara - Teatro Massimo

12-04-2022 - Bologna - Teatro Duse

03-04-2022 - Torino - Teatro Colosseo

25-03-2022 - Assisi (Perugia) - Teatro Lyrick

23-03-2022 - Genova - Politeama Genovese

18-03-2022 - Firenze - Teatro Verdi

03-03-2022 - Napoli - Teatro Augusteo

02-03-2022 - Bergamo - Teatro Creberg

01-03-2022 - Udine - Teatro Giovanni da Udine

12-02-2022 - Padova - Gran Teatro Geox

11-02-2022 - Brescia - Gran Teatro Morato

29-01-2022 - Milano - Teatro Dal Verme

05-01-2022 - Varese - Teatro di Varese

01-01-2022 - Roma - Auditorium Parco della Musica

Biografia

 

Giovanni Allevi, compositore e pianista, rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee.

La sua musica vuole essere specchio di questa società multiforme e differenziata e, al tempo stesso, vuole dare voce alla pericolosa solitudine di chi crea. Il pianoforte diviene il suo mezzo espressivo privilegiato ( “più vicino all’anima, all’emozione, all’adrenalina”).

Giovanni Allevi è diplomato in Pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Inoltre è laureato, con Lode, in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.

Nato il 9 aprile 1969 ad Ascoli Piceno, Giovanni è figlio d’arte: la mamma Fiorella, cantante lirica, la sorella maggiore, Stella, una raffinata pianista e il padre Nazzareno un virtuoso clarinettista e uno stimatissimo didatta della musica (l’unico fuori dal coro è il fratello minore Bruno con la passione per il basket). Trascorre l’infanzia completamente immerso nella musica classica: in sala c’è un pianoforte chiuso a chiave, perché il padre non vuole che Giovanni, che ha quattro anni, si avvicini alla musica, una strada in salita troppo difficile, anche se nei momenti di svago Nazzareno sfida il figlio a riconoscere a orecchio intervalli, scale e accordi. Il piccolo Giovanni individua le note come è in grado di riconoscere i colori e scopre dov’è nascosta la chiave del pianoforte: quando non c’è nessuno, inizia un solitario viaggio di esplorazione fra i tasti bianchi e neri (“Ancora oggi davanti al pianoforte cerco quel suono, quella voglia di giocare, quella libertà di espressione”). Fra i dischi in vinile scopre la “Turandot” di Puccini: a sei anni l’ascolta per intero tutti i giorni, a gambe incrociate sul divano.

Proseguono i suoi incontri segreti con il pianoforte fino a 9 anni, quando in occasione di una recita a scuola esce allo scoperto con una sorprendente esecuzione di un brano di Chopin.

I genitori si convincono che il figlio debba intraprendere il percorso accademico: studia pianoforte all’Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno con la professoressa Anna Maria Bucci e si diploma a 21 anni con il massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia (“Dopo il Diploma il mio rapporto con il pianoforte è divenuto più stretto e passionale. Libero dalle imposizioni accademiche ho avuto l’impressione che le mie dita iniziassero a correre”).

Allevi scrive tante composizioni, ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto, e inizia un’intensa attività di concertista classico in Italia. Nel 1991 svolge l’obbligo di leva nella Banda Nazionale dell’Esercito Italiano: il Maestro della Banda si accorge del suo talento pianistico e decide così di inserire il pianoforte solista nel suo repertorio, evento unico e mai più verificatosi nella storia di questa istituzione. Si iscrive alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Macerata e decide di affrontare lo studio della Composizione al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo. All’esame di ammissione porta una sua Fuga in stile contrappuntistico, genere musicale che si affronta solo al settimo anno, e un commissario commenta scherzosamente: “O ha copiato la Fuga, o Giovanni Allevi è Brahms redivivus”. Naturalmente… non l’aveva copiata!

Nel frattempo frequenta il corso di “Bio-musica e Musicoterapia” del professor Mario Corradini, nel quale approfondisce la consapevolezza del grande potere che ha la musica di rendere liberi e di evocare immagini, emozioni e ricordi.

Nel 1995 compone le musiche di scena della tragedia “Troiane” di Euripide e al Festival Internazionale del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le migliori musiche di scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello stesso anno, in occasione di un work-shop sul problema dell’immigrazione in Europa, è invitato come relatore all’Università di Pedagogia di Stoccarda a tenere un seminario sulla Musica dei nostri giorni (“Nella Musica, l’incontro tra diverse culture è fonte inesauribile di nuove idee. La diversità non deve intimorire perché è una irripetibile occasione di crescita”).

Durante i suoi concerti, oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel, comincia a eseguire anche alcune sue composizioni per pianoforte, destando sorpresa e entusiasmo (“Il pubblico accoglieva con stupore l’esecuzione dei miei brani, ed io un po’ per gioco iniziavo una strada senza ritorno: da interprete di musica altrui a esecutore della mia musica, scoprendo in me una travolgente voglia di suonare e di esprimermi attraverso il pianoforte”).

Il consenso ricevuto suscita in Giovanni l’idea di eseguire un repertorio interamente costituito da suoi brani e di raccoglierli in un cd.

Nel 1997, il suo lavoro è accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti il quale, con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo album di Allevi per pianoforte solo dal titolo “13 Dita” (Soleluna/Universal). Giovanni apre, solo col suo pianoforte, i concerti del tour “L’albero” di Jovanotti, al Palaeur e allo Stadio Olimpico di Roma, e al Forum di Assago (Milano) di fronte a migliaia di persone.

Dimostra così di essere un talentuoso musicista e un geniale compositore di musica classica contemporanea: il suo disco d’esordio riscuote ampi consensi di critica e suscita l’attenzione di grandi artisti internazionali. La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le più grandi interpreti contemporanee di marimba solista, in un recital alla Carnegie Hall di New York esegue alcune composizioni dell’album d’esordio di Allevi, da lei stessa trascritte per il suo strumento.

Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia (“La Fisica giunge oggi alle stesse intuizioni che ebbero i presocratici e gli orientali: l’Universo è uno spazio ribollente di energia di cui tutti siamo parte; non c’è differenza tra me e ciò che mi circonda”). C’è inoltre uno stretto legame fra la sua tesi di laurea (“Il vuoto nella Fisica Contemporanea”) e la composizione (“il bizzarro comportamento delle particelle subatomiche nel nostro cervello può dare origine a idee, melodie e pensieri improvvisi. Come in Fisica c’è il pieno e il vuoto, nella musica c’è il suono e il silenzio”). Definito anche “il filosofo del pianoforte”, Giovanni sente di avere una responsabilità nei confronti della musica, del pianoforte e del Pensiero: inizia a esplorare le misteriose motivazioni che sono alla base della creazione artistica e del gesto pianistico (“Suonare il pianoforte è un gesto mistico, che mi pone in contatto con realtà ignote che non possono essere spiegate, ma solo vissute”). Decide d’intraprendere la composizione di un nuovo grande lavoro per pianoforte solo: “La favola che vuoi”, un’opera musicale live (“Voglio che chi ascolta la mia musica possa viaggiare di fantasia e dare forma ai propri sogni”).

Dopo la laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi”.

Nel 2003 pubblica il secondo album per pianoforte solo intitolato “Composizioni” (Soleluna/Edel), che contiene anche alcuni brani tratti da “La favola che vuoi”. “Composizioni”, meno virtuosistico e ritmico rispetto al primo disco, affronta una maggiore ricerca armonica.

Si conferma musicista eclettico e strappa applausi in luoghi musicali più diversi. Si esibisce, infatti, in prestigiose rassegne concertistiche di musica classica, in importanti teatri italiani, nei festival di musica rock e jazz.

La consacrazione del prestigio di Giovanni Allevi in campo internazionale come compositore arriva dal Baltimora Opera House (USA), che gli commissiona la mastodontica rielaborazione dei recitativi della "Carmen" di Bizet, una delle opere liriche più amate e conosciute dal pubblico di tutto il mondo.

Il 13 giugno 2004 debutta davanti a una platea internazionale nel suo primo concerto all’estero, eseguendo “La favola che vuoi” al Teatro Nazionale di Hong Kong. È il primo passo di una costante maturazione artistica che il 6 marzo 2005 lo vede protagonista al Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i compositori più rappresentativi nel panorama internazionale della musica classica contemporanea. Appena sceso dal palco del più prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New York. All’inizio del 2005 è insignito del titolo di “Bösendorfer Artist”, dalla Bösendorfer di Vienna, “per le qualità di interprete sensibile e per la valenza di livello internazionale della sua espressione artistica”.

Il 20 maggio 2005 esce il suo terzo album per pianoforte solo: “No Concept” (Bollettino/Ricordi- SonyBmg Music Entertainment), che ottiene il Silver Awards, con oltre 30.000 copie vendute in Italia . L’album viene pubblicato anche in Germania, Austria e Corea.

“NO CONCEPT è nato in quelle notti, passeggiando con le scarpe da tennis sui marciapiedi caldi di Harlem, con le antenne alzate per captare qualunque suono, mentre nelle dita scalpitava tutta l’accademia che avevo assorbito. NO CONCEPT è il rifiuto di quel concettualismo a tutti i costi che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole sentore del ricordo. La sua musica, strumentale, indubbiamente potrà chiamarsi musica classica contemporanea, ma nel semplice significato che è musica di oggi: la musica di un compositore che vuole interpretare il suo tempo, così come tutti i compositori hanno fatto prima di lui”.

Il 2005 è un anno di grande risonanza internazionale. Il regista americano Spike Lee sceglie il brano “Come sei veramente” (terza traccia dell'album “No Concept”) come colonna sonora del suo ultimo spot per la Bmw. Nel giro di pochi mesi il brano diviene così popolare che la casa editrice Carisch pubblica con ben sei ristampe successive in meno di un mese, gli spartiti dell’album, distribuendoli in tutto il mondo.

L’Album “NO CONCEPT” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) viene pubblicato nel 2005 anche in Germania e in Corea, ed è “Disco d’Oro”. Intanto Giovanni viene insignito del titolo di “Bösendorfer Artist”, dalla Bösendorfer di Vienna, per le qualità di interprete sensibile e per la valenza di livello internazionale della sua espressione artistica.

La prima esecuzione assoluta avverrà il 6 marzo 2005 con il suo debutto americano al Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i compositori più rappresentativi nel panorama internazionale. Appena sceso dal palco del più prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New York.

Inizia così il “No Concept Tour” che attraversa Usa, Germania, Austria e Cina per poi arrivare finalmente in Italia, dove il pubblico inizia ad amare la musica originale di Giovanni Allevi, e a seguirne i concerti con sempre più grande entusiasmo.

Al ritorno da Shanghai, ultima tappa del tour internazionale, Giovanni intraprende la composizione del suo quarto lavoro per pianoforte solo, “JOY”, scaturito da una crisi di panico che lo travolge per “un eccesso di emozioni e di gioia”.

L’album contenente nuove composizioni inedite è realizzato da Giovanni interamente “nella sua testa”, e la prima esecuzione delle stesse avviene quindi direttamente in studio di registrazione.

“Così ho registrato JOY senza averlo mai suonato prima, se non nella mia mente: il pianoforte deve restare per me un’isola incontaminata da esplorare, dove l’emozione ha il sopravvento sulla tecnica, l’intensità dell’attimo supera l’esperienza”.

Nel suo linguaggio la musica si fa intensa e comunicativa, l’immediatezza scaturisce dalla complessità risolta. “JOY” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) esce a settembre 2006, conquista la top ten della classifica e sfonda il tetto delle 100.000 copie, evento mai raggiunto prima in Italia da un disco di composizioni originali per pianoforte solo.

Il pubblico inizia a seguire Giovanni come fosse una rockstar: il “Joy Tour” parte dalla Sala S.Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, e si sviluppa in circa 120 concerti tra il 2006 e il 2007, in Italia, ma anche a Parigi, Vienna, Amburgo, Budapest, New York, Shanghai, Hong Kong, Montreal, Sarajevo, Mosca, Belgrado, Bruxelles. Ovunque Giovanni registra il tutto esaurito, ed il tour ha il suo apice in un concerto di portata storica, in Piazza del Duomo a Milano, davanti una platea di 50.000 persone.

Giovanni Allevi diventa un fenomeno sociale ed entra prepotentemente nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni: giovani e giovanissimi parlano della sua musica nei blog, organizzano rapidamente un passaparola via sms e sui siti di social network per seguirlo nelle esibizioni live. Intanto nei conservatori e nei concorsi di musica gli spartiti delle sue composizioni, editi dalla Carisch, vengono studiati ed eseguiti, e crescono le tesi di laurea a lui dedicate nelle più svariate discipline.

Con Giovanni Allevi il compositore di “musica pura” torna ad avere un ruolo socialmente riconosciuto nel proprio tempo, e accanto al favore pur non sempre unanime della critica, desta grande stupore l’amore della gente, che attraverso le sue note, riscopre la passione per la musica strumentale.

Durante il “Joy Tour” Giovanni compone la suite per orchestra “Angelo Ribelle”, ed il brano per pianoforte e orchestra “300 Anelli”, suscitando l’attenzione della Philarmonische Camerata Berlin, orchestra d’archi composta dalle prime parti della prestigiosa orchestra dei Berliner Philarmoniker. Assieme all’ensamble tedesco Giovanni presenta le sue composizioni orchestrali in Italia a dicembre 2007. La lunga tournèe del “Joy Tour” viene intanto testimoniata da un doppio album dal titolo “ALLEVILIVE”, e dal dvd “JOY tour 2007”.

Per il suo impegno intellettuale nel ridefinire i confini di una nuova Musica Classica Contemporanea di matrice italiana ed europea, Giovanni, oltre a sollevare l’entusiasmo del suo pubblico, riceve attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Papa Benedetto XVI e di molti esponenti del mondo artistico e culturale, tanto che la casa editrice Rizzoli decide di pubblicare il suo primo libro, dal titolo “LA MUSICA IN TESTA”. Si tratta di una raccolta di riflessioni filosofiche sulla musica, aneddoti e pagine di diario, che racchiudono i tratti principali della sua vita artistica e dell’ “Allevi-pensiero”, concludendosi con il capitolo “L’Era dell’Emozione”, vero e proprio manifesto artistico.

Il libro, pubblicato nel marzo 2008, conquista la vetta della classifica “Varia” per diverse settimane, e conquista il titolo di “best seller” (sei edizioni e 50.000 copie vendute nei primi due mesi).

Il 3 giugno 2008, Giovanni Allevi viene premiato ai Wind Music Awards per le vendite (oltre 30.000 copie) del dvd “JOY tour 2007”.

Nonostante l’agenda densa di impegni, proprio durante la trionfale tournèe “Allevilive” che registra in prevendita tutti sold-out, Giovanni continua giorno e notte a dedicarsi alle melodie che “lo vengono a trovare, questa volta nella forma dell’orchestra sinfonica”, dando vita alla realizzazione dell’album che segna la sua inevitabile evoluzione musicale verso le sonorità ampie della grande orchestra.

Nasce così l’album “EVOLUTION”, registrato nell’aprile del 2008 al Teatro Gentile di Fabriano con l’Orchestra Sinfonica “I Virtuosi Italiani” e pubblicato il 13 giugno 2008 da Bollettino/Ricordi-Sony BMG che vede per la prima volta Giovanni Allevi impegnato come direttore d’orchestra, oltre che come compositore e pianista.


le sue passioni extramusicali

LIBRI: “Sono un lettore accanito: leggo però appena una pagina al giorno, perché mi soffermo per delle ore a meditare su ogni singola frase. Il mio autore preferito è il brasiliano Coelho: ho letto tutti i suoi libri (naturalmente una pagina al giorno…) e quello che mi emoziona di più è “Veronica decide di morire”, in particolare la descrizione di lei che suona il pianoforte davanti a un malato di un ospedale psichiatrico”.

FUMETTI: “Mi avvincono le storie di “Dylan Dog”, l’indagatore dell’incubo, perché narrano vicende torbide e a volte incomprensibili che però rivelano sempre una grande umanità di fondo. “Dylan Dog” ti suggerisce di non fermarti mai alle apparenze”.

PSICOLOGIA: “Mi appassiona soprattutto il linguaggio del corpo, perché rivela lo stato d’animo e le reali intenzioni di una persona”.

NATURA: “Mi piace il contatto con la natura: camminare in un prato ha la forza di farmi dimenticare qualsiasi ansia. Mi piace respirare l’aria densa del profumo dei fiori: adoro il petalo carnoso della Magnolia e l’odore inebriante del Tiglio. La Natura mi stupisce ogni volta che, incurante delle vicende umane, ciclicamente rinnova la sua bellezza”.

ANIMALI: “L’animale che amo di più è il gatto, così bello ed elegante. Il mio primo gatto si chiamava Bemolle, che mi divertivo a far passeggiare sulla tastiera del pianoforte. Ora invece mi fa compagnia Maciste, un gamberetto dentro a un minuscolo ecosistema progettato dalla NASA”.

FILOSOFIA: “Il mio filosofo preferito è Kant: il suo rigore formale si unisce ad una grande emozione…come nella musica di Bach”.

FRA RITUALE E MANIA…

- Prima di ogni concerto mangio sempre una fetta di torta al cioccolato.

- Prima di iniziare a suonare in un concerto accarezzo la tastiera del pianoforte e gli sussurro di fare il bravo.

- Quando sono a Milano faccio sempre gli stessi percorsi, anche se allungo la strada per raggiungere un posto in realtà vicinissimo.

- Quando faccio la spesa compro sempre le stesse cose: un anno ho mangiato pasta con il tonno tutti i giorni.

- Al bar prendo sempre cappuccino e brioche; poi scrivo sul tovagliolo di carta i nomi delle persone incontrate durante il giorno e li trasformo in melodie musicali che, prima o poi, finiscono nelle mie composizioni.

- Ciclicamente scelgo un giorno a caso e lo dedico completamente a qualcosa: ad annusare, a telefonare alle persone senza motivo, a regalare sorrisi.

- Due giorni prima del concerto vado in piscina e, nuotando lentamente sott’acqua, ripasso nella mente ogni nota, ogni movimento delle dita

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