Tonitto, vola l’export del sorbetto italiano che, per la prima volta, si gusta anche in Ghana
Tonitto, vola l’export del sorbetto italiano che, per la prima volta, si gusta anche in Ghana
Primi cinque mesi da record per Tonitto 1939. Nonostante le difficoltà post pandemia, vola l’export del sorbetto italiano che, per la prima volta, si gusta anche in Ghana. Di Eduardo Cagnazzi

Primi cinque mesi da record per Tonitto 1939. Nonostante le difficoltà post pandemia, l’aumento dei prezzi delle materie prime e lo scoppio della guerra russo-ucraina, l’azienda ligure leader in Italia per il sorbetto e per il gelato senza zuccheri aggiunti fa registrare il miglior risultato di sempre tra gennaio e maggio, con un +5% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2021 e +50% rispetto al 2019, ovvero ai livelli pre-Covid. Con un fatturato complessivo dell’azienda assestatosi nel 2021 a 10,6 milioni di euro, a trainare lo sviluppo di Tonitto 1939 anche nel 2022 è l’export che, rispetto allo stesso periodo del 2021 (gennaio-maggio) cresce del 10%. Un’espansione importante negli ultimi cinque mesi si è registrata in Nord Europa, in particolare con l’approdo dei prodotti Tonitto 1939 in Svezia e del progressivo sviluppo della Danimarca. Dopo oltre 10 anni di assenza la realtà ligure è inoltre riuscita a riportare le proprie eccellenze in Francia, chiudendo due importanti progetti con due top retailer transalpini in cui propone i migliori prodotti di eccellenza della tradizione del gelato made in Italy. E per la prima volta l’azienda conquista il continente africano e in particolare un Paese poco al di sopra dell’equatore, ovvero il Ghana che ha scelto di esportare l’intero assortimento italiano. Nei prossimi mesi sono in fase di “conquista” anche altri Stati di importanza strategica, su tutti gli Emirati Arabi Uniti.

Non solo estero nei piani strategici di Tonitto 1939, ma anche l’Italia dove continua la crescita costante anche nei primi mesi del 2022: la realtà produttrice di sorbetti e gelati ha ampliato gli orizzonti anche al Sud Italia e nelle Isole Maggiori, in particolare in Campania e in Sardegna in cui si registra un importante successo con la linea dei gelati senza zuccheri aggiunti.

Il periodo storico che stiamo attraversando non è sicuramente dei migliori, ma non per questo possiamo abbatterci.” afferma Luca Dovo, AD Tonitto 1939 “Nel corso della nostra storia ci siamo sempre rimboccati le maniche per trovare soluzioni adeguate e innovative che potessero contrastare momenti più difficili, per questo ci aspettiamo anche una buona accelerazione e ripresa nella seconda parte dell’anno. Essere comunque riusciti a ottenere questo risultato è qualcosa per certi versi di inaspettato che ci riempie di orgoglio e testimonia come i nostri collaboratori siano impegnati a 360° per riuscire a far rendere al massimo la nostra piccola realtà. In più la qualità dei nostri prodotti paga sempre, tanto che nei primi cinque mesi del 2022 il sorbetto” prosegue “ha fatto registrare un +8% rispetto allo stesso lasso temporale, così come il gelato Linea un +14%. E anche per il sell-out i numeri sono ottimi, visto il +9% registrato rispetto al -2,2% relativo all’intero comparto gelati”.

Attenzione agli sprechi, rielaborazione dei prezzi e costante dialogo con i clienti, questa la ricetta di Tonitto 1939, proprietaria da tre generazioni della famiglia Dovo, per contrastare la situazione economica mondiale: i contemporanei incrementi delle linee di produzione, la riduzione degli sprechi con la massima efficienza delle linee, la ricerca di nuovi modelli di acquisto e di fornitori senza rinunciare alla qualità hanno così permesso di contrastare almeno in parte l’impennata dei prezzi tra gennaio e maggio 2022 di tutte quelle materie prime fondamentali per la produzione di gelati e sorbetti, in particolare latte +50%, zucchero +55%, oli vegetali +40% ed energia +70%. Oltre a questi aspetti, l’azienda ha adottato una comunicazione trasparente con i clienti, optando per il miglior percorso possibile in termini di intensità e dei tempi di esecuzione riguardo la concordata rimodulazione dei prezzi.

Eduardo Cagnazzi

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